Si è tenuto lo scorso 8 luglio il convegno della Camera Arbitrale di Milano avente ad oggetto la procedura di Composizione Negoziata per la risoluzione della crisi di impresa.
Il bilancio è chiaro: la procedura viene utilizzata, ma con poco successo fin ora. Su circa 440 procedure instaurate nella Regione Lombardia dal 2022 al giugno 2025, soltanto 95 hanno avuto esito positivo, ovvero circa il 22% delle procedure instaurate, con circa 4700 posti di lavoro salvati.
Purtroppo, per quanto molto utile per preservare l’azienda e i posti di lavoro, viene spesso usata come procedura dilatoria, in presenza di uno stato di insolvenza già conclamato, al fine di ritardare l’apertura della liquidazione giudiziale: l’uso è distorto e meriterebbe una riconsiderazione da parte degli operatori, che dovrebbero sicuramente attivarsi con questo nuovo strumento prima che la crisi divenga insolvenza irreversibile e l’impresa non possa più essere risanata.
Si tratta infatti di uno strumento a disposizione sostanzialmente delle imprese in crisi, ovvero con un processo di deterioramento progressivo in corso, finalizzato ad evitare l’insolvenza e conseguentemente la liquidazione giudiziale (ex fallimento) e garantire la continuità aziendale, sotto la guida di un esperto, professionista terzo nominato – in estrema semplificazione - dalla Camera di Commercio.
Tratto centrale è la NEGOZIAZIONE, tra l’imprenditore in crisi e i suoi creditori, per trovare una soluzione che possa soddisfare al meglio i creditori e proseguire la continuità aziendale: le trattative tra le parti vengono svolte sotto l’egida di un esperto, garante della serietà delle trattative e dell’impegno dell’imprenditore a risolvere la propria situazione di crisi con un piano di risanamento serio e fattibile.
È quindi caratterizzata dalla:
- SPONTANEITA’ in quanto è l’imprenditore a decidere spontaneamente di ricorrervi al ricorrere di uno stato di difficoltà (fermo restando i doveri di segnalazione a riguardo da parte degli organi di controllo);
- RISERVATEZZA, caratteristica tipica di tutti i fenomeni negoziali;
- STRAGIUDIZIALITA’, in quanto è una procedura al di fuori del Tribunale, non è una procedura concorsuale ma un percorso negoziale, ove dominano i principi di buonafede e correttezza nelle trattative tra imprenditore e creditori; il Tribunale interviene solo per la concessione delle misure protettive finalizzate a proteggere il patrimonio dell’impresa dalle aggressioni dei creditori durante lo svolgimento delle trattative;
- CONDUZIONE DELL’IMPRESA DA PARTE DELL’IMPRENDITORE, che non ne perde il controllo e la gestione durante la procedura, se pur debba gestire l’impresa senza pregiudicarne la sostenibilità e gli interessi dei creditori;
- OPPORTUNITA’ di trasformare un momento di difficoltà in una possibilità di mutamento per preservare il valore dell’impresa;
- PREVENZIONE dell’insolvenza anche al fine di garantire la competitività delle imprese italiane che potrebbero diversamente subire a catena i risvolti negativi della insolvenza irreversibile della impresa da cui dipendono nella filiera produttiva.
Se siete imprenditori e versate in una situazione di difficoltà economico-finanziaria non esitate a contattare esperti nella risoluzione della crisi: la crisi non è un marchio di infamia, ma una occasione per trasformare un momento di difficoltà in una opportunità di cambiamento ed evoluzione, preservando la vostra azienda.
Restiamo a disposizione per ogni chiarimento.
